lunedì 16 agosto 2010

EM-BRUN MAN

Torno oggi dalla cittadina di Embrun dove sono stato in vacanza per il fine settimana con Mariarosa, Paolo ed Elisa.

Venerdì 13 agosto, all'arrivo, mi sono sistemato in un alberghetto a 300 metri dalla finish line dell'EMBRUNMAN, il famoso triathlon lunga distanza di cui tutti i lettori del blog sanno e chi non sa, legga e saprà.

Vista la bella giornata io e Ro siamo andati a fare un giretto in centro. Proprio all'altezza dell'Ufficio Postale vedo un assembramento di persone. Incuriosito mi avvicino e noto che ivi si ritira il pacco gara per il triathlon. Ancora più incuriosito leggo la starting list e cribbio: c'è iscritto pure un Bruno Boris delle SAI FRECCHE BIANCA !!!!

Beh, se le cose stanno così, visto che a Klag è andata male, ci provo.

Bello tonico per la decisione presa faccio un giro in paese dove incontro un mo conoscente di Valmadonna ed un botto di triathleti spagnoli e francesi. Di italiani, a parte il mio paesano, non ne vedo.

La sera al ristorante dell'albergo, già testato anche dal gourmet Ivano Rivera e dagli amici Alberto Zioni detto Zio, Federica e Margherita, abbiamo fatto la solita fatica ad ordinare, tanto che è intervenuto il vicino di tavolo, impietosito. In compenso abbiamo mangiato straordinariamente bene.

C'è da notare che in un incredibile impeto di autocontrollo per tre giorni ho bevuto solo acqua ed altre schifosissime bibite analcoliche tanto che Campana a Klag al confronto pare abbia squarciato ...

Arrivato il sabato ed arrivati l'amico Lazzeri con Elisa ed il relativo Camper è iniziato il brutto tempo. La pioggia incessante e le previsioni fosche mi hanno preoccupato non poco. Per fortuna che la compagnia era ottima, il cibo, seppur con nomi incomprensibili, altrettanto buono e la mente sgombra da preoccupazioni, ad eccezione del presentimento che l'acqua sgasata e tiedipa, alla fine, mi avrebbe fatto male ....

Mentre Ro faceva incetta di lavanda in centro, sabato mattina, sono pure andato a visionare il percorso della maratona ed ivi ho incontrato Laura Mazzucco col marito il quale ultimo mi ha rassicurato in ordine al tempo limite della bici (ore 17.15) dicendomi "stai tranquillo che se alle 17.15 non hai posato la bici è meglio che ti ritiri ..." Al che ho pensato: partenza alle h 6.00, nuoto + cambio 1h e 15', tempo mio presunto 8h e 30' fanno le 15.45 ..... URCA !!!!! il 10 % di margine sul cancello non è proprio tutto questo grasso che cola: non avrò mica sbagliato gara ?

Sta di fatto che un altro amico (il gourmet di prima, Presidente uscente della ASD Frecce Bianche Triathlon Team, detto Napo) mi ha comunque rassicurato che ad Embrun i tempi limite non sono mai fatti rispettare con rigore ed anzi sono praticamente inattuati.

Dopo un pranzetto ad Embrun centro ed un riposino da manuale con gambe in aria, libro-mattone sul fronte Polacco nel '44 ed un litro di acqua sgasata calda (blearch), mi sono passato pure il pomeriggio come quando fuori piove.

La sera altra cenetta in Albergo con un nuovo interprete. Un amico triathleta italo-francese che, forte del suo lavoro in un laboratorio sportivo (salvo capire cos'è: io ho pensato che alleva dei topi con la canottiera ed i pantaloncini) ci ha detto: "se avete duecento euro per migliorare la bici: corona ellittica"; e lui l'aveva. E poi, a prescindere dalla validità del consiglio, si è comunque fatto un discreto 13h e 30' alla terza presenza ad Embrun.

La domenica mattina l'albergo offriva la colazione alle 4.15 ma la partenza a nuoto era alle 6.00 ed allora ho mangiato pane e marmellata alle 3.20 in stanza. In hotel ho guardato le torte, mi è scesa una lacrima, ho bevuto un caffè e sono salito di nuovo in camera a pensare a come verstirmi, stante il fatto che aveva smesso di piovere ma il cielo era parzialmente coperto.

Finito il solito rito della vestizione mi dirigo verso la zona cambio (parc a velò) dove trovo una sedia/piscinetta. Leggo che dal n. 111 al n. 135 di pettorale sono raggruppati tutti gli italiani iscritti ed allora dico una battuta delle mie al mio vicino che purtroppo era un tedesco di Bolzano che alla domanda: "cosa hai mangiato a colazione" o qualcosa di simile mi ha risposto impertinente: "si, mettere tutto nella cazsetta (traduzione: anch'io metto tutto nella cassetta). E vabbè, è proprio bello trovare dei connazionali all'estero !

Spentosi l'ardore nazionalistico, questo si è subito riacceso con un simpatico triathleta milanese e, sopratutto, in un allegro capannello fatto con Mariarosa, Franco Cicchiello (amico dei vecchi tempi, che si piazzò nei primi dieci al mitico Triathlon di Trisobbio) Paola Torretti, Laura Mazzucco ed un'altra coppia di Torino (non Tonchich e Silvia, un'altra :-)).

Finiti i convenevoli e le pacche sulle spalle si sono fatte le 5.40 e le donne sono andate alla partenza. Io subito dietro con i pro maschi.

Le donne sono partite puntuali alle 5.50 ed è partita una musichetta bella allegra
http://www.youtube.com/watch?v=2Kjh9lQXLWk

Quest'ultima unitamente alla consapevolezza che il mio obiettivo vero era finire mi hanno fatto arretrare dalla prima alla terza/quarta fila.

Pronti via ed è iniziata l'avventura.

Alle 6.00 del mattino, ad Embrun, a ferragosto è ancora buio sicché al via 850 persone si sono fiondate dietro una barchetta con faro in direzione ore 13.00. Io con loro stando ben attento a non prendere pugni ed a non darne.

Fino alla prima boa sono stato nel traffico ma, a poco a poco, mi sono rilassato ed ho iniziato a prendere il mio ritmo. Già ai 1.000 metri ero con pochi amici attorno e nuotavo sciolto. In qualche passaggio ho pure respirato ogni tre bracciate al fine di guardare il cielo come si metteva; stava albeggiando ed io facevo tecnica (così definirei per il sottoscritto la nuotata con respirazione a destra e sinistra) e sopra di me squarci tra le nuvole.

Arrivo alla fine del primo giro swim in 32' e mi compiaccio di stare sui miei tempi. Anche se in proiezione ero sull' ora e 4 minuti ed Ivano fece 1h e 03' nel 2003 (a 40 anni) ho continuato al mio ritmo ... ehehehe.

Ed infatti finisco il nuoto quasi puntuale in 1h e '05', 283°.

Il T1 lo faccio con tutta calma cambiando il costume, indossando canottiera tecnica e manicotti, maglia della squadra SAI FRECCE BIANCHE TRIATHLON TEAM nuovo disegno smanicata (rimasta nel sacco dell'Izoard, smarrito dagli organizzatori), pantaloni da bici, calze, scarpe, casco, occhiali da Ponciarello - finti raiban (perché ostinarsi a fingere di avere dei soldi ?) evvia.

Da notare che mentre mi cambiavo mi chiama Paolo Pagella, tra il pubblico, e mi dice: "Bruno, ti aspetto al traguardo !!": la cosa mi ha dato morale.

Dopo 300 metri svolta a destra e .... 8 km di salita tosta, tanto per cominciare; non bado alla gente che mi passa (poca) ed a quella che passo io (ancora meno) ma mi guardo attorno. man mano che si sale e che il giorno cresce i panorami sono sempre più belli.

Verso il 13° chilometro inizia la discesa vera ed il coniglio che c'è in me viene fuori alla grande. E meno male ! Proprio in un punto affrontato alla Nasso inizio a sentire i raggi vibrare. Scendo con lo sguardo e vedo la pompetta che si stava inesorabilmente incastrando. Freno immediatamente appellandomi alla buona sorte e quest'ultima mi grazia. Tutto bene: non cado e riparto con la pompetta nella schiena, in mezzo alla tonnellata di barrette di cui mi ero dotato.

Quasi finita la discesa, in prossimità della strada che costeggia il lago, la carreggiata si fa più stretta e ripida ed allora la mia prudenza è fatalmente aumentata. Diversamente numerosi altri triathleti mi passano al doppio della velocità a rischio della pelle. Purtroppo uno di loro, poco prima del mio passaggio, cade rovinosamente; la cosa mi ha messo parecchia tristezza e spero vivamente che il collega si sia ripreso.

Arrivati a valle c'era un leggero vento a favore che mi ha consentito di vedere numeri altini sul computerino. La cosa mi ha dato morale ma stavo ben attento a non pestare più del necessario ed ero anche conscio che nel pomeriggio quella brezza a favore da Brianconne a tornare rischiava di tramutarsi in vento forte contro (ed infatti ....).

Passato qualche chilometro ed attraversato il ponte sul Lago di Serre-Ponçon è anche finito l'unico breve tratto di pianura di tutta la gara ed è iniziato il mangia (torrone) e bevi (olio di ricino) eheheh.

Giunti alla rotonda in prossimità di Ebrun, verso il 43° chilometro trovo il mio clan a tifare assieme a molto altro pubblico. Tra gli altri vedo Cicchiello che mi riconosce.

Coincidenza vuole che dopo altri 5 o 6 chilometri di mangia (barrette) e bevi (energetique) passo la compagna di squadra P. Torretti, a memoria mia la quarta della squadra a partire ad Embrun dopo Giorcelli, Rivera e Ricci nel 2003. Bravissima la Paoletta che in salita (seppure l'altimetria la desse come pianura garantisco che a quel punto eravamo in una salita tale che ad Alessandria per trovarne una così devi pedalare parecchio) andava via veramente bene.

Finito questo tratto ameno approcciamo Guillestre e poi la strada piena di gole che porta all'inizio della salita vera per l'Izoard.

Attacco la suddetta salita all'85° chilometro e vado del mio passo. Dopo la prima metà, quando le pendenze si fanno dure e la bici iniziava a diventare pesante smetto di gestirmi e penso a salire: a quel punto inizio ad andare a 5 al chilometro nel senso che ogni chilometro ne sorpassavo 5.

Arrivo 440° a metà salita e 420° in vetta.

Da notare che la gran parte dei concorrenti pedalava bene e che solo due sono saltati clamorosamente con bici in mezzo ad un campo e loro con la bici a pelle di leopardo (sic.)

In cima all'Izoard c'erano 5° ed allora mi sono messo il cappellino invernale, la maglia della squadra invernale, bracciali, impermeabilino e giu, in picchiata, seppur perdendo una ventina di posizioni fino a Brianconne dove ha piovuto a tratti, seppur col sole 8-\

Da quel momento in avanti, pur facendo altre salite e discese col vento contro ho iniziato a pensare al Pallon e cioè al quel muro terribile di 2 chilometri con pendenza costante del .... vabbè chi ha voglia la vada a provare e poi mi racconti.

Ivi giunto c'era troppo pubblico per scendere dalla bici ed allora spingi, spingi.
Quasi in cima c'erano pure le ragazze pon-pon. Un tifo così non l'ho mai visto in vita mia. Il pubblico di Klagenfurt non rende l'idea del tifo che c'era ieri.

Archiviato il Pallon e scesi all'aereoporto abbiamo poi svoltato per riprendere la strada dell'andata.
Al 178 km ho iniziato la salita per Embrun.
Giunto in paese, alla rotonda prima delle poste, svolta a destra verso la stazione, poi a sinistra e poi ancora a destra per sciropparsi 4 eterni chilometri di una salita mortale. A quel punto ho pure iniziato ad avere caldo e la mi divisa invernale mi ha dato 'nu poco fastidio.
Entro in zona cambio chiudendo la bici in 8h 17' 21'', sperando di aver salvato la gamba o meglio, sperando di arrivare in fondo, in un modo o nell'altro.
Ad 1° chilometro di corsa incontro Mariarosa che mi guarda con grinta e scandisce le seguenti parole: "BRUNO, NON MOLLARE MAI".
Preso nota del monito mi accodo ad un tale che mi sembrava arzillo e con lui corro 3 km a 5' e 30'' di andatura. Il tale corre bene anche il chilometro di salita per il paese e mi stacca.
Arrivato in centro trovo decine di persone che mi incitano come se fossi il centroavanti della nazionale Francese di calcio ai modiali.
In particolare, nella piazzetta a metà paese si sono dotati di tamburi; il primo di loro legge la starting list ed il mio pettorale, dice agli altri: BRUNO ed inizia un coro da stadio che nella città vecchia rimbombava parecchio e faceva venire la pelle d'oca: BRUNO, BRUNO, BRUNO urlavano ed io che faccio ? Corro il parziale (1 km di salita, in 5' e 30'', come in pianura).
Come se non bastasse, altri 50 metri me li corre affianco Paolo Pagella, impagabile !
Archiviato il ristoro e corsa la discesa inizio a prendere consapevolezza di star bene bene ma so, per esperienza vissuta e per tradizione, che nella maratona dell'ironman un momento stai alla grande e 100 metri dopo sei in piena crisi ed allora cerco ancora di gestirmi.
Passo un italiano con cui parliamo un po' ma nonostante mi snoccioli un curriculum vitae di tutto rispetto ha un'andatura più lenta della mia e lo saluto.
All'altezza del 10° chilometro, corrispodente al 31° km del secondo giro, circa, mi viene da sorridere perchè in un tratto con andata e ritorno vedo quella che riconosco essere la panchina di Giorcelli.
Mi spiego meglio e la racconto così come riferitami dagli interessati. Nel 2003 Ivano stava correndo in quel punto in direzione andata ed arriva all'altezza di Enrico Giorcelli che stava sulla panca in direzione ritorno a contemplare il ritiro. Ivano dice: "Enrico, adesso arrivo e finiamo assieme". Purtuttavia quando Ivano è tornato alla panca Enrico era ripartito per chiudere la maratona a 4' e 30'' di andatura (13 e 52' il finale di Enrico). Ivano per contro ha camminato fino al traguardo chiudendo in 15h e 10'.
Finito il buonumore recatomi dall'episodio rievocato faccio un pezzo con il vento a favore fino al ponticello che, come quello di Parigi, si chiama nuovo ma è vecchio come il cùcu.
A quel punto si fa un tratto a gobbe in cui il vento contro e le salite delle gobbe fanno un po' passare la voglia di correre ma ho stretto i denti.
Verso il 15° chilometro passo l'ennesimo campeggio con tifo organizzato: trombe, starting list etc... altra spinta non da poco.
La gara continua così con tanto tifo, tanti amici che ti incitano (Andrea Tibaldi e Fabio Assisi, tra gli altri) ed una grande soddisfazione personale. Ho chiuso bene ed in rimonta. 100 posizioni guadagnate in maratona, miglior parziale dei 3 nella corsa (269°) ed arrivo sotto le 14 ore.
Arrivo 370°, felice in
13 h 57' 02''.
Questa giornata me la ricorderò a lungo.

6 commenti:

porry ha detto...

complimenti sei riuscito in un'impresa non da tutti,
l'embrunman è un'altra dimensione, che bisogna provare per capire.
porry

Bruno Boris ha detto...

l'hai detto ;-)

gebr ha detto...

SSSSSSSSUPER!!!!
come i bambini prodigio hai iniziato dall'università e i prossimi IM saranno scuole elementari...
bel racconto: l'ho letto d'un fiato con un pò di affanno (pensando alle salite) e un pò di magone per la sosta forzata.
ora rilassati e per un pò vivi di rendita.
ora torno al lavoro....
p.s. a casa vado a cercare i risultati di trisobbio in cui ero presente per vedere chi c'era.
pps. per superporry un'altra grande conferma!

AME ha detto...

l'ho già scritto su fb mi alzo in piedi e ti batto le mani GRANDE BRUNO e tutte le frecce alessandrine sopratutto l'amico Ivano!

Bruno Boris ha detto...

Paolo, se tu potessi procurarmi una copia delle due classifiche del triathlon di trisobbio, mi faresti un grande favore. Purtroppo ho buttato tutte le classifiche ante '94.

mauro ha detto...

ho letto il racconto per 5 volte e credo che non sarà finita qui. Ero li ma non sapevo che tu stessi facendo la gara, altrimenti non te la saresti cavata senza un tifo di cui ti saresti anche potuto vergognare.... in ogni caso se la seconda vittoria di Marcel mi aveva già fatto vivere una bella giornata sapere di te la trasforma in speciale. Se nella vita accadono fatti che fanno si che da li in poi si possa dire prima e dopo, beh questo è uno di quelli. Grande Em Brun Man

 

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